Francesco Cancarini

Costruire, smontare, ricostruire. Quand’ero bambino lo facevo con i modellini delle auto e dei camion. Oggi con la fotografia. La manualità è parte del mio mestiere cosi come la fantasia. Un giorno, avevo 13 anni, ho fatto decine di foto alle auto da rally. È stato il mio primo esperimento fotografico. Riprendere un movimento in corsa, rincorrere la luce. Poi con la scuola d’arte è arrivata la tecnica e la pratica. Mi è sempre piaciuto il lavoro fisico che c’è dietro la fotografia. A 17 anni sono andato a Milano per il mio primo servizio in trasferta, era per una compagnia di teatro. I primi soldi li ho guadagnati con gli still life.

 

 

Fotografare? Non è fermare un’emozione ma ricrearla. Cerco di immedesimarmi negli occhi di chi vedrà il soggetto.
Uno stile? Cerco di reiventare la realtà.

Partendo, comunque, dalla realtà. La luce non è quasi mai naturale è una luce drastica e teatrale perchè amo le forzature. Nella rielaborazione delle immagini mi piace tirare il colore al massimo della sua potenzialità. Portare al limite la personalità di un colore. Tre anni di università e un master in fotografia digitale mi hanno insegnato qualcosa in più. Mi sono specializzato negli still life, nella moda e nei ritratti. Sperimento la pubblicità nella fotografia e le contaminazioni con l’arte, gli stili della pittura e dell’arte nella fotografia.

La mia ricerca attuale partendo dallo still life mira a fondere elementi appartenenti a stili diversi. Sto cercando una strada di evoluzione dello still life in chiave simbolica e artistica.

info @ francescocancarini.com